Alberghi Tipici Riminesi - gli hotel della tradizione riminese

Cenni di storia




 

Il turismo riminese.

L’attività balneare, sulle spiagge riminesi, nasce nel (1834) con la creazione del primo
“Stabilimento Privilegiato Di Bagni Marittimi” primo lido riminese consistente in una struttura che fungeva da ingresso ad una palazzina in legno contenente sei cabine. Nel 1868 il Comune di Rimini acquista lo Stabilimento Bagni, demolisce la costruzione e da vita al celeberrimo stabilimento Kursaal, molto più vasto e sfarzoso, che viene inaugurato nel luglio del 1873. Poco dopo nei pressi del Kursaal nasce lo stabilimento idroterapico per le cure marine, guidato dai luminari Paolo Mantegazza e Augusto Murri.
I turisti a quei tempi erano per lo più nobili, che venivano allietati da gite in barca, lezioni di nuoto, bibite, corse in omnibus e lauti pranzi.

Nei primi anni del '900 questi turisti aristocratici iniziano a costruire le loro residenze estive a Rimini, così che ville e villini sorgono nei pressi di Marina Centro, dando vita al nuovo ed esclusivo quartiere balneare attorno al famoso Grand Hotel.

Un'epoca d'oro per il turismo riminese quella dei primi anni del '900, e della costa romagnola in genere, che vede giungere principi, marchesi, conti, duchi, senatori, ministri, colonnelli, deputati, ambasciatori, commendatori, consiglieri di corte austriaci e tedeschi.
Spettacoli, balli, il cinematografo, rappresentazioni teatrali, manifestazioni, giochi, sport, aste d'arte, mostre, tanta mondanità e feste d'ogni genere rallegrano le vacanze di questo turismo colto e raffinato. Si tratta tuttavia di una stagione piuttosto effimera, destinata a non sopravvivere alla censura della Grande Guerra.

 

E' nel secondo dopoguerra, con il boom economico e il riconoscimento delle ferie pagate che i ceti medi iniziano a viaggiare e a scegliere come meta di villeggiatura la Riviera Romagnola e in particolare Rimini. Iniziano così a sorgere alberghi di piccole e medie dimensioni.

All’inizio degli anni cinquanta, gli stabilimenti balneari sono già un numero considerevole seppur le loro caratteristiche sono molto semplici. Si tratta per lo più di ampi tratti di arenile non recintati su cui sorgono qua e la, senza alcun ordine, cabine in legno e alcune tende variopinte fissate su bastoni piantati alla meglio sulla sabbia.

Nasce in questi anni e su queste spiagge il mito del bagnino, che nella maggior parte dei casi era anche un pescatore, esperto di mare e di “tempo”, e che diviene ben presto una figura carismatica e un importante punto di riferimento per il turista.

E’ intorno alla fine degli anni sessanta che il boom del turismo balneare esplode. Rimini viene presa d'assalto dagli Italiani, la vacanza un tempo esclusiva di pochi diventa usufruibile da tutti. Nasce il turismo riminese così come come lo si conosce oggi.

Tutt'ora la spiaggia di Rimini ha un tratto di arenile (fronte mare) di 4.500 ml. circa, gli stabilimenti sono a "schema aperto", ossia non sono delimitati da recinzioni o altro tipo di barriere, che impediscano la libera fruizione dell’ intera area e sono super attrezzati riuscendo a soddisfare ogni esigenza da quella dei più piccoli a quella dei più anziani.

Il turista, quindi, può liberamente fruire della spiaggia, muoversi a suo piacimento nell’intero ambito della stessa e fare uso, gratuitamente, di tutti i servizi generici presenti (tra cui docce, servizi igienici, servizio di salvataggio in mare, giochi per bambini ecc...), senza dover sostenere alcun costo.

 


 

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