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La Cultura a Rimini




Rimini offre un ricchissimo itinerario d'arte e di cultura: capolavori unici al mondo non solo di epoca romana ma anche rinascimentale: Rimini è stata fondata nel 268 a.C. dai Romani perchè la sua posizione stategica rappresentava un comodo nodo viario e commerciale.

Dal XIII sec Rimini è stata governata dalla Signoria dei Malatesta che ha lasciato impronte di arte e di cultura nella città e in tutto l'entroterra riminese.

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RIMINI: ARTE, STORIA, CULTURA

Rimini ha un’anima antica, nelle piazze, nelle vie cittadine, si diffonde una storia che avvolge la città sin dal quinto secolo a.C. quando i primi Villanoviani si stanziarono in questo territorio, fino ai Romani che fondarono la colonia di "Ariminum" nel 268 a.C.

Come non sentire ancora echeggiare le parole di CESARE che nel 49 a.C. pronunciò "Il dado è tratto" varcando il Rubicone.

I Romani diedero un assetto urbanistico al territorio, compreso tra due fiumi AUSA e MARECCHIA e il MARE ADRIATICO.

Rimini si abbellì di monumenti.

L’ARCO d’AUGUSTO del 27 a.C. che innalzato al termine della FLAMINIA, vedeva esaltare la PAX AUGUSTEA.
L'architettura con alto basamento, semi colonne con capitelli corinzi e timpano, richiama con la pietra d'Istria, il modello del tempio.
Le divinità racchiuse nei clipei esaltano la grandezza di Roma e la potenza di Augusto.

Il PONTE di TIBERIO del 21 d.C. sempre in pietra ISTRIANA si sviluppa in cinque arcate che poggiano su piloni muniti di frangiflutti e posti obliquamente rispetto all'asse per assecondare la corrente del fiume e ridurne la forza d’urto.

Oltre le vie lastricate del centro, il foro, il teatro, l’anfiteatro, come non citare l’ultimo ritrovamento archeologico come la DOMUS DEL CHIRURGO del II secolo d.C. in Piazza Ferrari, specchio della Roma imperiale con il ritrovamento di splendidi mosaici e dei "ferri del mestiere" conservati oggi nel Museo della Città.

Tra il Medioevo ed il Rinascimento Rimini è stata segnata dalla SIGNORIA dei MALATESTA che ha governato città della Romagna, delle Marche ed ha abbellito i suoi possedimenti con castelli, rocche, mura e lo splendido TEMPIO MALATESTIANO fatto erigere da SIGISMONDO PANDOLFO MALATESTA nel 1447 per celebrare il suo nome, quello della sua famiglia e della città di Rimini acquisendo così una fama imperitura.
Il TEMPIO celebrò anche la gloria del suo architetto LEON BATTISTA ALBERTI che nella facciata maestosa si ispirò alle forme dell’Arco trionfale romano e che al suo interno "volle fare dello spazio sacro un luogo di filosofica meditazione" (tempus loquendi, tempus tacendi).
L’interno del Tempio fu decorato da MATTEO DE’ PASTI con lo splendido artefice AGOSTINO di DUCCIO, mirabile scultore. Opera incompiuta, manca infatti la cupola, è un vero capolavoro architettonico in cui Sigismondo volle rappresentarsi come uomo del Rinascimento: di Rimini e della Romagna, vicario del potente Signore, Papa, capitano di Santa Chiesa, feudatario del Sacro Romano Imperatore, generale forte e vittorioso.

Secoli di dominio malatestiano trasformarono la Romagna in una regione fatta di castelli, di paesi dove si vive bene, di colline, dove il mare e i monti si vedono sempre, come scrive G: Pascoli “Romagna solatia / dolce paese / in cui regnarono Guidi e Malatesta”.


 

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